Ipermestra, Parigi, Hérissant, 1780

 ATTO TERZO
 
 SCENA PRIMA
 
 Gabinetti.
 
 IPERMESTRA ed ELPINICE
 
 ELPINICE
 Pure è così; vuol che il mio braccio adempia
 ciò che il tuo ricusò.
 IPERMESTRA
                                       Ma come indurre
 te ad un atto sì reo, d'un'altra sposa
765rendere il prence amante
 come Danao sperò?
 ELPINICE
                                       Ciò che si brama
 mai difficil non sembra. Egli ha creduto
 Linceo sedur con un geloso sdegno,
 me con l'esca d'un trono.
 IPERMESTRA
                                                E che dicesti
770a sì fiera proposta?
 ELPINICE
                                      Al primo istante
 l'orror m'istupidì; poi mi conobbi
 perduta in ogni caso. Impunemente
 mai non si san simili arcani. Almeno
 io mi studiai d'acquistar tempo e finsi
775di volerlo ubbidir. Di me sicuro
 ei non procura intanto al reo disegno
 un altro esecutor; fuggir poss'io;
 posso avvertir Linceo.
 IPERMESTRA
                                           Parlasti a lui? (Con timore)
 ELPINICE
 No; ma il dissi a Plistene; ei dell'amico
780corse subito in traccia.
 IPERMESTRA
                                            Ah che facesti,
 sconsigliata Elpinice! A qual periglio
 esponi il padre mio! Tanti finora
 costò questo segreto
 sospiri a' labbri miei, pianti alle ciglia;
785e tu...
 ELPINICE
              Ma, principessa, io non son figlia.
 IPERMESTRA
 Va' per pietà, trova Plistene... È meglio
 che al padre io corra e lo prevenga... Oh dio!
 Il colpo affretterò... Vedi a che stato
 m'hai ridotto, Elpinice!
 ELPINICE
                                              E pur credei...
 IPERMESTRA
790Parlisi con Linceo. Corri, t'affretta;
 ch'ei venga a me.
 ELPINICE
                                   Volo a servirti. (In atto di partire)
 IPERMESTRA
                                                                Aspetta.
 Troppo arrischia, s'ei vien. De' sensi miei
 l'informi un foglio. Attendimi; a momenti
 tornerò. (In atto di partire)
 ELPINICE
                   Principessa,
795odi.
 IPERMESTRA
           Non m'arrestar. (Come sopra)
 ELPINICE
                                          Linceo s'appressa.
 IPERMESTRA
 Aimè! Se 'l vede alcun... Ma fra due rischi
 scelgo il minor. Corri a Plistene intanto;
 di' che l'arcan funesto
 taccia, se non parlò.
 ELPINICE
                                       Che giorno è questo! (Parte)
 
 SCENA II
 
 IPERMESTRA e LINCEO
 
 LINCEO
800Non creder già ch'io torni a te...
 IPERMESTRA
                                                            Vedesti
 Plistene? (Con fretta e premura)
 LINCEO
                     Il vidi e l'evitai.
 IPERMESTRA
                                                    (Respiro).
 LINCEO
 E se qui ritrovarlo
 fra' labbri tuoi creduto avessi...
 IPERMESTRA
                                                           Il tempo
 alle nostre querele
805or manca, o prence. Io di lagnarmi avrei
 ben più ragion di te. Fu menzognero
 il tuo sospetto ed il mio torto è vero.
 LINCEO
 Che! Potrei lusingarmi
 della fé d'Ipermestra?
 IPERMESTRA
                                           Il chiedi! Ingrato!
810Sì poca intelligenza
 dunque ha il tuo col mio cor? Dunque non sanno
 già più gli sguardi tuoi
 il cammin di quest'alma? I miei pensieri
 più non mi leggi in volto? I merti tuoi,
815la fede mia più non conosci?
 LINCEO
                                                      Ah dunque,
 cara, tu m'ami ancor?
 IPERMESTRA
                                           S'io lo volessi,
 non potrei non amarti. Ad altra face
 non arsi mai, non arderò; tu sei
 il primo, il solo, il sospirato oggetto
820del puro ardor che nel mio sen s'annida;
 vorrei prima morir ch'esserti infida.
 LINCEO
 Oh cari accenti! Oh mio bel nume!
 IPERMESTRA
                                                                 E pure
 solo un'ombra bastò...
 LINCEO
                                           Lo veggo; è vero;
 non merito perdon; ma...
 IPERMESTRA
                                                 Di scusarti
825lascia il peso al mio cor; sarà sua cura
 di trovarti innocente. Or da te bramo
 una prova d'amor.
 LINCEO
                                     Tutto, mia speme,
 tutto farò.
 IPERMESTRA
                      Ma lo prometti?
 LINCEO
                                                      Il giuro
 ai numi, a te.
 IPERMESTRA
                            Senza frappor dimore
830fuggi d'Argo, se m'ami.
 LINCEO
                                             E qual cagione...
 IPERMESTRA
 Questo cercar non dei. Questa è la prova
 ch'io domando a Linceo.
 LINCEO
                                               Che dura legge!
 IPERMESTRA
 Barbara, è ver, ma necessaria. Addio; (Vuol partire)
 va'.
 LINCEO
           Senti.
 IPERMESTRA
                         Ah prence amato,
835troppo già mi sedusse
 il piacer d'esser teco. Io perdo il frutto
 del mio dolor, se più rimango.
 LINCEO
                                                         E come?
 IPERMESTRA
 Non cercar come io sto. Se tu vedessi
 in che misero stato ora è il cor mio,
840se tu sapessi... Amato prence, addio.
 
    Va'; più non dirmi infida;
 conservami quel core;
 resisti al tuo dolore;
 ricordati di me.
 
845   Che fede a te giurai
 pensa dovunque vai;
 dovunque il ciel ti guida
 pensa ch'io son con te. (Parte)
 
 SCENA III
 
 LINCEO, poi PLISTENE
 
 LINCEO
 Qual sarà, giusti numi,
850mai la cagion... Ma ciecamente io deggio
 il comando eseguir.
 PLISTENE
                                       Pur ti ritrovo, (Affannato)
 principe, alfin; sieguimi, andiamo.
 LINCEO
                                                                  E dove?
 PLISTENE
 A punire un tiranno, a vendicarci
 de' nostri torti. I tuoi seguaci, i miei
855corriamo a radunar.
 LINCEO
                                        Ma quale offesa...
 PLISTENE
 Danao ti vuole estinto; indur la figlia
 a svenarti non seppe; ad Elpinice
 sperò di persuaderlo; essa la mano
 promise al colpo; e mi svelò l'arcano.
 LINCEO
860Barbaro! Intendo adesso
 le angustie d'Ipermestra. In questa guisa
 premia de' miei sudori...
 PLISTENE
                                                Or di vendette,
 non di querele è tempo. Andiam.
 LINCEO
                                                               Non posso,
 caro Plistene. All'idol mio promisi
865quindi partir; voglio ubbidirlo.
 
 SCENA IV
 
 ELPINICE e detti
 
 ELPINICE
                                                           Udite.
 Io gelo di timor.
 LINCEO
                                 Che fu?
 ELPINICE
                                                  S'invia
 alle stanze del re, condotta a forza
 fra' custodi Ipermestra. O seppe o vide
 Danao che teco ella parlò; né mai
870sì terribile ei fu.
 LINCEO
                                 Contro una figlia
 che potrebbe tentar?
 ELPINICE
                                         Tutto, o Linceo.
 Ei si conosce reo;
 la teme accusatrice; ed è sicuro
 che il timor de' tiranni
875coi deboli è furor.
 LINCEO
                                   Plistene, accetto (Risoluto)
 le offerte tue; le mie promesse assolve
 il rischio d'Ipermestra.
 PLISTENE
                                             Eccomi teco
 a vincere o a morir. (In atto di partire)
 ELPINICE
                                        Dove correte
 così senza consiglio? Ah pria pensate
880ciò che pensar conviensi.
 LINCEO
 Ipermestra è in periglio e vuoi ch'io pensi?
 
    Tremo per l'idol mio;
 fremo con chi l'offende;
 non so se più m'accende
885lo sdegno o la pietà.
 
    Salvar chi m'innamora
 o vendicar vogl'io;
 altro pensar per ora
 l'anima mia non sa. (Parte)
 
 SCENA V
 
 ELPINICE e PLISTENE
 
 ELPINICE
890Prence, e sai che avventuri
 i miei ne' giorni tuoi?
 Sai come io resto e abbandonar mi puoi?
 PLISTENE
 
    Vuoi ch'io lasci, o mio tesoro,
 un amico in tal cimento?
895Ah sarebbe un tradimento
 troppo indegno del mio cor.
 
    Non bramarlo un solo istante,
 che non è mai fido amante
 un amico traditor. (Parte)
 
 SCENA VI
 
 ELPINICE sola
 
 ELPINICE
900Numi, pietosi numi,
 deh proteggete il mio Plistene; è degno
 della vostra assistenza. E quando ancora
 d'una vittima i fati abbian desio,
 risparmiate il suo petto; eccovi il mio.
 
905   Perdono al crudo acciaro,
 se per ferirlo almeno
 lo cerca in questo seno,
 dove l'impresse amor.
 
    No, non farei riparo
910alla mortal ferita;
 gran parte in lui di vita
 mi resterebbe ancor. (Parte)
 
 SCENA VII
 
  Luogo magnifico corrispondente a portici ed appartamenti reali, tutto pomposamente adorno ed illuminato in tempo di notte.
 
 DANAO ed ADRASTO
 
 ADRASTO
 Dove corri, o mio re?
 DANAO
                                         Fuor della reggia
 un asilo a cercar.
 ADRASTO
                                  Chi ti difende
915fral popolo commosso? Ogni momento
 a Plistene, a Linceo
 s'aggiungono i seguaci. In campo aperto
 son pochi i tuoi custodi; e son bastanti
 a sostener l'ingresso
920de' reali soggiorni,
 finch'io gente raccolga e a te ritorni.
 DANAO
 Ma quindi uscir potrai?
 Potrai tornar con la raccolta schiera?
 Pensa...
 ADRASTO
                  A tutto pensai; fidati e spera. (Parte)
 
 SCENA VIII
 
 DANAO ed IPERMESTRA fra’ custodi
 
 DANAO
925Sei contenta, Ipermestra? Al caro amante
 sagrificasti il genitor; trionfa
 dell'opera sublime. Il tuo Linceo
 ben grato esser ti dee d'una sì bella
 prova d'amor. Le sacre leggi, è vero,
930calpesti di natura; è ver, cagione
 sei dello scempio mio; ma il primo vanto
 al tuo nome assicuri
 fra le spose fedeli ai dì futuri.
 IPERMESTRA
 Padre, t'inganni; io non parlai.
 DANAO
                                                          Pretendi
935di deludermi ancor? Non vidi io stesso
 te con Linceo?
 IPERMESTRA
                             Ma non perciò...
 DANAO
                                                             T'accheta,
 figlia inumana, ingrata figlia.
 IPERMESTRA
                                                        E credi?...
 DANAO
 Credo ch'io son l'oggetto
 dell'odio tuo, che di veder sospiri
940fumar questo terreno
 del sangue mio, che tollerar non puoi
 ch'io goda i rai del dì...
 IPERMESTRA
 
    Ah non mi dir così;
 risparmia, o genitor,
945al povero mio cor
 quest'altro affanno.
 
    S'io non ti son fedel,
 un fulmine del ciel...
 
 POPOLO (Di dentro)
 
                                        Mora il tiranno.
 IPERMESTRA
 Ah qual tumulto!
 DANAO
                                  Ogni soccorso è lungi;
950cader degg'io. Le mie ruine almeno
 non siano invendicate. (Snuda la spada)
 
 SCENA IX
 
 LINCEO, PLISTENE e seguaci, tutti con ispade nude alla mano, e detti
 
 LINCEO e PLISTENE
 Mora, mora il tiranno.
 IPERMESTRA
                                           Empi, fermate. (Opponendosi)
 LINCEO
 Lascia che un colpo alfin...
 IPERMESTRA
                                                  Sì; ma comincia (Si pone innanzi a Danao)
 da questo sen; per altra strada un ferro
955al suo non passerà.
 DANAO
                                     (Che ascolto!)
 PLISTENE
                                                                 È giusta
 la pena d'un crudele.
 IPERMESTRA
                                         E voi chi fece
 giudici de' monarchi?
 LINCEO
                                           Il tuo periglio...
 IPERMESTRA
 Questo è mia cura.
 LINCEO
                                     È un barbaro.
 IPERMESTRA
                                                                 È mio padre.
 PLISTENE
 È un tiranno.
 IPERMESTRA
                            È il tuo re.
 LINCEO
                                                  T'odia e il difendi?
 IPERMESTRA
960Il mio dover lo chiede.
 PLISTENE
 Può toglierti la vita.
 IPERMESTRA
                                       Ei me la diede.
 DANAO
 (Oh figlia!)
 LINCEO
                        E vuoi, ben mio...
 IPERMESTRA
                                                          Taci; tuo bene,
 con quell'acciaro in pugno,
 non osar di chiamarmi.
 LINCEO
                                              Amor...
 IPERMESTRA
                                                              Se amore
965persuade i delitti,
 sento rossor della mia fiamma antica.
 LINCEO
 Ma sposa...
 IPERMESTRA
                        Non è ver; son tua nemica.
 DANAO
 (Chi vide mai maggior virtù!)
 PLISTENE
                                                         Linceo,
 troppo tempo tu perdi. Ecco da lungi
970mille spade appressar.
 LINCEO
                                            Vieni, Ipermestra; (Con fretta)
 sieguimi almen.
 IPERMESTRA
                                 Non lo sperar; dal fianco
 del padre mio non partirò.
 LINCEO
                                                   T'esponi
 al suo sdegno, se resti.
 IPERMESTRA
                                           E, se ti sieguo,
 m'espongo del tuo fallo
975complice a comparir.
 LINCEO
                                         Ma la tua vita...
 IPERMESTRA
 Ne disponga il destin. Meglio una figlia
 spirar non può che al genitore accanto.
 DANAO
 (Un sasso io son, se non mi sciolgo in pianto).
 PLISTENE
 Prence, ognun ci abbandona; Adrasto arriva;
980fuggi o perduto sei.
 LINCEO
 Salvati, amico; io vuo' morir con lei. (Getta la spada)
 
 SCENA ULTIMA
 
 ADRASTO con numeroso seguito, ELPINICE e detti
 
 ADRASTO
 Occupate, o miei fidi, (Alle guardie)
 dell'albergo real tutte le parti.
 PLISTENE
 Danao, non ingannarti
985nell'inchiesta del reo; da me sedotto
 fu il prence a prender l'armi; ei non volea.
 ELPINICE
 Io che svelai l'arcano, io son la rea.
 IPERMESTRA
 Padre, udisti finora
 una figlia pietosa;
990or che, lode agli dei,
 in sicuro già sei, senti una sposa;
 sposa, ma non temer di questo nome,
 signor, ch'io faccia abuso;
 non difendo Linceo; me stessa accuso.
995Io seppi, e non mi pento,
 a te sagrificarlo; al sagrifizio
 sopravviver non so. Se i merti suoi,
 se l'antica sua fé, se un cieco amore,
 se la clemenza tua,
1000se le lagrime mie da te non sanno
 ottenergli perdon, mora; ma seco
 mora Ipermestra ancor. Debole, io merto
 questo castigo; e sventurata, io chiedo
 questa pietà. Troppo crudel tormento
1005la vita or mi saria; finisca ormai;
 a salvarti bastò; fu lunga assai.
 DANAO
 Non più, figlia, non più; tu mi facesti
 abbastanza arrossir. Come potrei
 altri punir, se non mi veggo intorno
1010alcun più reo di me? Vivi felice,
 vivi col tuo Linceo. Ma se la vita
 dar mi sapesti, or l'opra assolvi e pensa
 a rendermi l'onore. Il regio serto
 passi al tuo crine e sul tuo crin racquisti
1015quello splendor che gli scemò sul mio.
 Ah così potess'io
 ceder dell'universo a te l'impero;
 renderei fortunato il mondo intero.
 TUTTI
 
    Alma eccelsa, ascendi in trono;
1020della sorte ei non è dono,
 è mercé di tua virtù.
 
    La virtù, che in trono ascende,
 fa soave, amabil rende
 fin l'istessa servitù.
 
 
 LICENZA
 
1025Or, deposto il coturno, i vostri alfine
 fortunati imenei,
 eccelsi sposi, io celebrar dovrei;
 ma vanta il nodo augusto
 auspici sì gran numi, unisce insieme
1030virtù sì pellegrine, avviva in noi
 tante speranze e tanti voti appaga
 che la voce sospesa
 gela sul labbro al cominciar l'impresa.
 Ma nel silenzio ancora
1035v'è chi parla per me. Vedete intorno
 come su' volti in cento guise e cento
 è atteggiato il contento,
 il rispetto, l'amor. Quei muti sguardi
 rivolti al ciel, quell'umide pupille
1040in cui ride il piacer, quelli d'affetto
 insoliti trasporti, onde a vicenda
 stringe l'un l'altro al sen, teneri eccessi
 son del giubbilo altrui, son lieti auguri,
 son lodi vostre. A quel silenzio io cedo
1045l'onor dell'opra. Un tal silenzio esprime
 tutti i moti del cor limpidi e vivi;
 e facondia non v'è che a tanto arrivi.
 CORO
 
    Per voi s'avvezzi amore,
 eccelsa coppia altera,
1050coi mirti di Citera
 gli allori ad intrecciar.
 
    Ed il fecondo ardore
 di fiamme così belle
 faccia di nuove stelle
1055quest'aria scintillar.
 
 FINE